Storia di ieri ma ci penso solo oggi in macchina

2gDovevo capire che il temporale era in arrivo, aveva già cominciato a piovere. Io ho fatto una cosa come un’altra: ho preso l’ombrello e mi sono detto – Fra un po’ spiove-
Sono uscito,
fatta la spesa,
il giornale,
quattro passi, l’idea di andare allo stadio ( giocano in casa),
casa mia, un primo e un secondo
e poi a cascata le solite minchiate che un uomo fa nel pomeriggio per riempire un vuoto che non vuole vedere.

Ci vediamo domani alle 10, perfetto.

Domani è domani, se chiudo gli occhi ti vedo benissimo, sento la tua pelle, mi guardo attorno e cammini dentro questa stanza. Buona sensazione Giulia, attraverso la porta rimasta aperta vedo una tua gonna lasciata sulla spalliera di una sedia: domani te la metti, ed io poi te la tolgo Giulia.
Sì certo faccio così e il pensiero vola via in fretta e arriva ad altre mete. Bellissime, come te, come noi, una goduria infinita.
Domenica sta svanendo in fretta e il tempo è un’opinione. Non è stata una bella giornata ieri. Avevo un’idea diversa, di quelle basate su niente: sono le migliori, spuntano così come un fungo dopo la pioggia e tu le guardi contento magari pensando che è merito tuo, di una tua ricerca; invece sei soltanto uno spettatore interessato.
In macchina sotto casa tua ho cambiato venti volte stazione alla radio, ho fumato due sigarette, col finestrino aperto però che poi ti lamenti sempre – c’è puzza di fumo qui!-
In macchina ho atteso il miracolo di vederti scendere le scale e godere del tuo passo da femmina sui tacchi che mi fa morire ogni volta. Sai che faccio Giulia? Faccio finta di essere un altro e di stare lì per caso, magari aspettando la nonna o la zia, e tu scendi le scale ed io mi dico – ma guarda che pezzu di fimmina ma chi sarà, devo conoscerla, devo inventarmi qualcosa… ma questa è una storia di ieri ed io devo pensare al domani.

Hall, il bisogno di camminare

hallUn cane bastonato ecco quello che sono qui davanti alla Hall.
Qui perchè ci sono arrivato quasi automaticamente: la strada che in due anni ho fatto centinaia di volte. Quella che potrei fare ad occhi chiusi.
Ti ho già vista, fra la gente che affolla la grande sala e tu invece stai guardando da un’altra parte.
E sono qui immobile a godermi la scena da lontano per paura di perderla per sempre.
Perchè lo sento che basta niente, una parola un gesto una virgola e chiudiamo.
Allo stesso modo per un niente ricominceremmo Giulia, per un qualcosa leggero come un fiato.
Il bisogno di camminare verso di te mi arriva addosso senza avvisarmi, senza pietà, senza che io possa fare altro che attraversare lo spazio che ci divide. E tutto l’inutile che ronza qui intorno per magia sta svanendo: tutti fuori di lato, neanche un contorno. Ti volti, mi guardi, fai un sorriso lieve come un uccellino
– Enzo, ciao, pensavo di vederti. Come stai?- Hai pronunciato il mio nome con quel tuo timbro di voce speciale con cui dici le vocali, tonde e burrose come le tue tette e mi fai morire. Non ho programmato niente e mi esce quello che c’è
– Sono venuto a respirare un po’ della tua aria, Giulia.-

hall2

E scappo via, mi giro e scappo via perchè sto piangendo porca miseria. Non voglio che tu mi veda piangere che non so nemmeno io come sta accadendo, tutto questo annegare senza che io possa dargli un nome che mi prende e mi sconvolge. Non voglio farti tenerezza non sono sconfitto io, non verrai da me per pietà , non per quello e nemmeno perchè per ora non hai niente di meglio da fare.
Se mi vedi piangere si falsa tutto: questa storia non riprenderà da un uomo sfatto e disperato e la macchina è ormai a 2 metri.
Mi prendi per il braccio e resto bloccato ma girato. Allora giri tu davanti a me e mi carezzi il volto e sei esattamente il pozzo dove annego, la pazzia che mi ha preso. Maledizione! – Aiutami Enzo, io non so ma mi manca tutto e tutto mi sta storto. Non sto bene, non sto bene-
Ho chiuso gli occhi per non vederti andare via e adesso ho scritto neanche la metà di quello che è successo fra te e lo sportello del coupè. Anche se fossi uno scrittore perfetto non ci sarei riuscito Giulia. Partirò senza di te, questo l’ho capito.

Cuccurucucù Paloma

1gCuccurucucu’ Paloma ahi ahi ahi ahi ahi cantava.Cuccurucucucucucucu Paloma ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi cantava.

Ho beccato questa canzone in radio e adesso mi gira in testa mentre cerco un parcheggio dopo aver guidato da cani per tutti i 50 Km.
Le serenate all’istituto magistrale nell’ora di ginnastica o di religione. Per carnevale suonavo sopra i carri in maschera e ci siamo conosciuti 2 anni fa ad un carnevale ricordi Giulia?
Avevo gia’ la luna e Urano nel Leone, perché è stato immediato, e se ci pensi meno di un attimo è stata la stessa cosa per te.
Mi hai detto – Ma questa non era la sera di vestirsi in maschera!- ed io sono rimasto lì come un minchione ridendo senza trovare nessuna delle mie battute micidiali.
Ballare abbiam ballato e c’era un gran casino a casa di Lucio, c’era anche quello stronzo, come si chiamava, quello che ti aveva accompagnato che ridendo mi guardava carico d’odio.
Il mare nel cassetto, le mille bolle blu, e io ho già perso due o tre posteggi perché ho la testa altrove. Sono emozionato e quello lì è un posto: fermi tutti. MIO!
Esco e ti vengo a cercare. Ho preparato una decina di discorsi intelligenti adatti a non farmi prendere per il culo appena ti compaio davanti. Tutti inutili e dimenticati, quando arrivo e ti vedo ti dico solo Ciao e poi vado avanti a braccio, vado avanti.
Che sono teso e ho la lingua attaccata al palato e negli ultimi 20 minuti mi sono ripetuto che è una storia come un’ altra, che bisogna prendersela con filosofia ( la frase più cazzona del mondo) che bisogna dimostrarsi interessati ma non sconvolti, Giulia.
Cuccurucucuu’ Paloma, ahi ahi ahi ahi ahi cantava. Tengo la radio accesa e non riesco a scendere:
non ho filosofie, non ho strategie,
non ho scuse né battute.
Non ho una minchia di niente e vengo su lo stesso.
Insomma mi sono eccitato. Che significa? Dai non puoi farmi anche questo, cioè me lo hai sempre fatto ma adesso è diverso, santo Dio, adesso cosa c’entra sto coso ingombrante dentro i pantaloni? Cantami o diva dei pellerossa americani le gesta erotiche di squaw Pelle di Luna perché alle mie non voglio pensare.