Meteo

Esco.

Dentro la sera e dentro gli umori della gente. 

Passo da Lucio, prendiamo altri 2 o 3 e ce ne andiamo in un pub. Mangiamo, parliamo e beviamo, tiriamo fuori le nostre sciocchezze vere e diventiamo bellissimi. 
Tristi e bellissimi come questa parte di vita. 
Esco, ho lasciato il gatto con la ciotola piena e la finestra un po’ aperta così se vuole esce anche lui. 
Esco per vivere ma così non può continuare, no che non può continuare. E infatti ho qualche idea per la testa. Stasera lascio perdere, stasera mi covo un sogno, quello di far uscire la bellezza dalla mediocrità di questi giorni. Una perla dentro la cozza e la sera a fare da contorno. 
Esco con l’anima tra i denti. 

Non mi accadeva veramente da molto tempo: ho dovuto fare i conti col maltempo. Stasera piove in modo imbarazzante e tira un vento che sposta le auto, il clima perfetto per un’uscita fra amici. Ci siamo infilati in un locale e le ore sono sfilate senza infamia nè lode, non si è detto niente di interessante o produttivo. Minchiate in libertà, mugugni, riflessioni postmoderne ed imbarazzi vari. Ho scoperto che spesso ci teniamo dentro le cose, ce le facciamo inacidire dentro invece di liberarci parlare magari incazzarsi e provare a sbrogliare il gomitolo. Stasera parole a metà, discorsi a metà, abbiamo fatto a metà anche col conto! Solo il tempo ha compiuto interamente il suo sporco lavoro e mi ha fatto andare in tilt la macchina. Quattro telefonate per spostare gli appuntamenti di domani e preghiere all’elettrauto. 
Penso e rifletto per esempio penso che sono uno stronzo ad aver lasciato la finestra mezza aperta per il gatto. E’ entrata acqua naturalmente e adesso ramazza! 
Penso che fra un paio di settimane vado via, prendo il primo aereo e sto fuori 3- 4 giorni. Restare qui a fracassarmi le palle non mi aiuterebbe. Certo se Giulia, 
certo se una telefonata, 
certo se un cambio di rotta o un colpo d’ala. 
Certo che son messo male, ma lei? 
Penso a questo blog, alle cose che ci scrivo sopra e a quelli che le leggono. Gli altri! La blogosfera è la fotocopia del mondo reale, stesse vette e stessi abissi a buon mercato. Ah, devo telefonare alla signora Pagnini se parto, per Bonsai: se non me lo tiene che minchia faccio? Non posso portarmelo in giro, non ora. 
C’è ancora vento fuori e il cielo livido. Meglio fare un giro in rete e poi telefonare a sua maestà l’elettrauto. 
Dopo mi nascondo dentro il sonno.

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4 pensieri riguardo “Meteo

  1. Come si fa a commentare uno che scrive “cosi”? Se fossi un professore potrei dirti… ragazzo mio, lei è sdrammaticato e la sintassi poi… e poi quel “esco con l’anima tra i denti” ! Che è l’anima, un osso? E lei è un cane che esce per andarla a seppellire? Sa che le dico? Le do un bel 10 perché lei è bravissimo anzi di più!

    1. Sorrido leggendo questo commento: Bonsai non c’è più da molti anni, ci siamo fatti buona compagnia per tutto il tempo che abbiam potuto. Da esseri liberi, un uomo e un gatto, difficile da spiegare, prova a immaginare.
      Grazie per il voto altissimo….ho già detto qual’era la natura e l’istinto di questi scritti: nacquero così, io li ho solo deposti sul foglio. Quando li rileggo è sempre come la prima volta allora, è così in parte come impressione almeno anche per te?
      Sono immediati oltre che sgrammaticati ma sono vivi, per me lo sono. Cosa vorresti dire a Giulia, ti consiglio di aspettare i prossimi episodi. Ciao e grazie sinceramente .

      1. In genere si ha del gatto un’opinione falsata dai soliti luoghi comuni, il gatto traditore attaccato più alla casa che al padrone, il gatto che fa quello che gli pare quando ne ha voglia ecc… il gatto è un animale indipendente e discreto, paziente e non invadente. Ho un cane e due gatti, il cane è un rompiscatole, scansafatiche egoista. Pensa solo a mangiare e come guardiano non vale niente. I gatti sono dolci affettuosi silenziosi. Quando siamo assenti non mangiano e non bevono. Al ritorno li troviamo accanto alla porta in attesa. E distribuiscono il loro affetto equamente tra tutti i componenti della famiglia senza distinzioni. Tre anni fa mi ruppi una gamba. Durante la convalescenza la gattina mi è stata sempre accanto e bisognava portarle la ciotola sul letto vicino a me altrimenti non mangiava. Il fatto è che l’uomo preferisce il cane perché si lascia sottomettere e comandare. Il gatto non lo fa, non sarà mai uno schiavo, ma secondo te chi è più intelligente, chi si fa schiavo e dipende dal padrone o chi non rinuncia alla propria indipendenza? Perché il cane, in quanto animale sociale, da solo non vivrebbe, ha bisogno di un capo-branco cui obbedire, altrimenti non sopravvive. Il fatto se la cava anche da solo. Quindi non avrà mai un padrone, però sarà un compagno affettuoso e discreto. Credo che si sia capito che adoro i gatti… il gatto è magico, ricordalo.
        Non ti farò complimenti perché diventerei stucchevole e poi mi odieresti. La storia di Giulia è attuale, è rimasta sospesa nel tempo, senza una collocazione precisa. Come ti ho detto quando leggo non faccio la spettatrice esterna, entro e mi intrufolo tra i personaggi, potrei essere una dei passanti per esempio. Perché tu hai il potere di far vivere le tue storie, non è il solito raccontino ben fatto, divertente o commovente che una volta finito di leggere viene archiviato. Spero di essermi spiegata. Hai ragione, che robe si trovano sui blog… E poi non sei affatto sgrammaticato, scherzavo! Che avrei detto a Giulia? Le avrei detto: “continua così, è completamente fuso. Lascialo bollire nel suo brodo, ma non perderlo d’occhio. Gli uomini sono così maldestri e combinano certi casini a volte. Cerca di non fartelo sfuggire. Vale la pena di dedicargli un pò del tuo tempo.”
        Lo dico perché mi comporterei così. Naturalmente il tutto è suscettibile di cambiamenti, dipende dai prossimi episodi…
        Ciao a te

  2. Rispondo prima qui. Sono preoccupata per Bonsai, mica per Giulia. Potrebbe anche degnarsi di un cenno, un SMS, un whatsapp, toh un selfie! Già ma forse allora non c’erano… non inalberarti, non voglio dire che la storia di te e Giulia appartiene al paleolitico!
    Cmq se hai problemi a Bonsai ci penso io.
    Esco di scena. Leggerti mi fa questo effetto, entro nella storia, è come se fossi lì, presente eppur assente. Vedo quello che fate, sento quello che dite… ma non posso fare niente. Se potessi andrei da Giulia e le direi…

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