Tecniche di allunaggio

Sono trascorsi tre domani, mi sono sembrati tre secoli sciatti: questo è il quarto! Non telefono, non telefona:19 e 21 della sera: il gatto vuole uscire sul balcone io no. 

Apro le imposte e lui va fuori, io mi lascio andare sul divano e penso, 
cerco, una soluzione per la sera. 
Arrivo massimo a programmazioni entro le ore 18 questa è la verità. 

Rimettersi in forma, 
analizzare,
scrollarsi di dosso l’apatia, 
uccidere la noia minchia,
riprendersi la vita…ma vaffanculo!

Adesso esco tirato a lucido, vado in un locale, mi siedo ordino un drink e mi guardo intorno con l’aria di uno capitato per caso. 

Sì, sì, poi assumo quello sguardo del tipo che nulla più lo tocca, figuriamoci una donna, ma che forse per un breve attimo… potrebbe regalarti un sorriso o una frase memorabile. 
Lo sguardo da pesce lesso di alta qualità insomma. 
Loro arriveranno attirate dalla mancanza del pene esibito, arriveranno sicuro e poi?

Poi inizia la recita, il sogno ludico ( ho le mie fonti lessicali) il brivido breve, intenso e bruciante. 

 Mezza parola, due mezze parole, un avverbio e un gesto con la mano: la guarderò negli occhi e mi dirò, in un centesimo di secondo, che gli occhi di una donna sono il portale per un’altra dimensione,
lo penserò con tanta privata intensità che a lei arriverà come un’incertezza sottile e vibrante e godrà dell’immaginario legame che si sta creando…. Madonna che emozione, che goduria, sono troppo forte, adesso faccio una strage……

anzi no, mi alzo, ragazza, mi alzo anche se sei una gran figa ed io sono solo, mi alzo ti carezzo con lo sguardo e me ne vado.
E’ meglio, la recita funziona così senza coiti veri, senza prove, senza relazioni più lunghe di un battito di ciglia: senza reali realtà che poi illanguidiscono e muoiono, la recita funziona solo se è una vera recita.

Sta squillando il cellulare, stronzo sta squillando da almeno mezzo minuto, rispondi invece di meditare sulle scemenze più inverosimili; agguanto il cellulare e premo il tasto verde con la convizione che sia Lucio, il mio vecchio amico che mi chiede come va e se voglio uscire. Certo che voglio uscire Lucio, esco e ci diamo una botta di vita.

– Pronto?
– Pronto Enzo, ciao …come stai

Chi è…. non può essere lei, e se invece fosse lei?
– Enzo? Ci sei ?
E’ il modo in cui pronuncia la esse che la rende inconfondibile, una esse che ti sega in due. – Giulia! Ciao…..silenzio….non puoi farmi una domanda così, troppo difficile e lungo. Una domanda di riserva? Dammi tempo.

Ride Giulia, ride mentre io sto morendo e questa non è una recita, ma Bonsai sta grattando i vetri delle imposte, anche lui vuole sapere il resto della telefonata.
– Giulia scusa apro i vetri al gatto…ecco… esci stasera e ti dico come sto. Se ci riesco-

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2 pensieri riguardo “Tecniche di allunaggio

  1. C’è un comune denominatore in tutti questi post. non è la storia d’amore è la verità e la sincerità di essa.Dopo così tanti anni riguardare quei due e scriverne esattamente per come furono era l’unico gesto d’amore che potevo fare verso di loro, verso di me. Io non credo che Giulia abbia fatto allora dei calcoli, non ci credo: Giulia telefonò quando sentì di farlo, capitò così ed io…io ero così! Non diverso, così, apparentemente senza difese e farfugliante. Ero così, farfugliavo, abbozzavo: ne ho scritto sinceramente ed è giusto così non credi? Ciao Suzie

  2. Dunque vediamo… Enzo che si è rotto i coglioni e decide di uscire a fare cosa? Ma è ovvio, il gallo esce per andare a fare strage nel gallination (dicesi gallination il luogo ove tutte le femmine-galline vanno a pavoneggiarsi e ad adescare i maschi). Enzo è convinto che nessuna gli resisterà, è tutto gasato, si siede e aspetta, l’occhio languido da pesce lesso, così dice lui… Enzo, lesso come? Con mayonnaise o salsa verde? Non divaghiamo, l’occhio così e il labbro suppongo sia turgido e voglioso.
    Dunque Enzo è lì che sogna, e immagina come andrà a finire l’incontro con una ipotetica ragazza che è una gran figa ma vuoi mettere Giulia? Lei surclassa tutte! E squilla il telefono, sicuramente è Lucio, c’è sempre un Lucio che ti tende una mano nei momenti critici… invece no, è lei, proprio lei, Giulia che si fa viva, praticamente in zona Cesarini. La furbacchiona sa il fatto suo, l’ha lasciato bollire a fuoco lento e poi ZAC! l’affondo. E lui? Invece di risponderle con voce maschia e perentoria “Baby, adesso ti presenti? Sono impegnato in una difficile partita di scopone scientifico con quattro femmine di dubbia morale pescate in bar malfamati., non ho tempo per te, richiamami domani”, beh lui che fa? Farfuglia, si confonde, annaspa, abbozza…
    Applausi per Giulia.
    E’ superfluo che ti dica che mi piace l’articolo….

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