Click, ero un temporale

 Affacciato al balcone di questa città svuotata di gente e di senso guardo il cielo e devo accettare quello che mi offre lui senza scelte; questa è la situazione reale e non mi piace. 
Scendo dall’albero, vado ad incontrare il passato altrimenti non capisco il presente. 
Vado a ricucirmi il cuore dove tutto è già successo: porterò il gatto con me e questo blog starà vuoto per qualche giorno. 
Poco danno davvero.
Non ho pudore mi hai detto con lo sguardo, sembrava che non avessi segreti per te e forse erano quelli a mancarti. 
E’ vero ho amato con poco pudore il tuo corpo, ora ne ho una visione chiarissima ma ora è un altro tempo.

Ero un temporale e piovevo a dirotto. Lo so cos’è successo l’altra sera, tu eri d’argilla e impaurita ti sei sciolta ad ogni abbraccio. 

Sai, ci siamo mossi fuori e dentro queste storie di temporali feroci ed improvvisi, ci siamo mossi e ci siamo feriti. 
Non qui e adesso Giulia, perché qui e adesso è un brutto posto: devo andar via per un po’, fallo anche tu. 

Solo qualche lungo ed infinito giorno, chi ce lo può negare? So bene che c’è il rischio di non ritrovare la strada di casa… mi sono detto che i rischi li conosco tutti.
HO MENTITO! Non so nulla di noi, ci viviamo, ci annusiamo…siamo un gorgo che potrebbe risucchiarci da un momento all’altro. Ma io vorrei che questa stagione durasse per sempre così. Almeno così….Domani ti cerco, domani di nuovo di sera di nuovo come fossimo nuovi. Domani
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6 thoughts on “Click, ero un temporale

  1. Sai che mi passa per la testa quando ti leggo qui? Provo innanzitutto una forte invidia per te e Giulia e per la storia che state vivendo. e mi chiedo: “perché l’uomo e la donna sentono i l bisogno di rovinare tutto ufficializzando la loro storia? Perché non lasciare che tutto resti così, precario ma appassionato, indeciso ma intenso, perché voler rinchiudere nella gabbia della quotidianità un’esperienza così esaltante, quando sappiamo benissimo che la quotidianità ingesserà tutto quanto? Ti voglio ma non so mai se ti avrò… è questo che mantiene vivo e sanguigno un rapporto. Penso a come sarebbe andata se Piero e Giulia si fossero sposati.

    1. Suzie ti stai immedesimando forse un po’ troppo? Mi fa piacere ma questa storia risale a circa 20 anni fa anche se quando ne parlo…
      Non volevamo ufficializzare nulla, eravamo molto lontani da quell’ambito già allora; io volevo amarla senza interruzioni e con un minimo di sicurezza affettiva ma non eravamo i tipi adatti per quello. Troppo passionali troppo sensibili, troppo di tutto. Se ci fossimo sposati ci saremmo lasciati sei mesi dopo però siamo rimasti indimenticabili l’uno per l’altro. Siamo ancora in un modo particolare siamo ma questo non riesco proprio a descriverlo.

      1. Non saprei, come ti ho detto entro nella storia per studiarla da vicino, osservare i comportamenti dei protagonisti. Poi faccio congetture, azzardo possibili cambiamenti di percorso. Ma non volevo sapere gli affari tuoi, seguivo solo il corso della mia fantasia.

      2. Ma no, mi fa piacere che qualcuno leggendo “entri dentro la storia”, più che altro mi soprende perchè non pensavo che il mio ricordo letterraio riuscisse a dare un’idea così viva di quello che eravamo allora. Continua a seguire la tua fantasia credo che a quei due in fondo non dispiaccia

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