Freccia a destra, stop, più nulla da dire. Ventanni dopo

Ieri,in un tardo pomeriggio di una Catania svuotata e assente ho svoltato a destra per evitare il semaforo di viale V. Veneto.
Non avevo altri programmi in testa se non quello di “ridurmi” a casa assieme alla sera incipiente (però son bravo eh…certe minchiate mi vengono così naturali!).

Davanti al portone della casa di Giulia ci sono passato per inerzia. E sono rimasto fulminato lì davanti.

Una tomba mi è sembrata, un monumento al tempo che fu, ai sogni usurati…

un’idea potente e progressiva delle sue cosce vestite dalle calze che mi ha tagliato il respiro.

– Giulia vedi, sto scrivendo di te, di noi, e son passati secoli- 

Ho chinato la testa, devo anche essermi fermato ma stavolta non c’era traffico e nessun rompicoglioni ha fatto pio per farmi camminare.

Dove vado? Non posso e non voglio dire altro, non è colpa tua se quest’uomo non è stato capace di ripigliarsi per intero la sua fetta di vita.
Come forse hai fatto tu.

Ma tu, tu eri un’altra cosa, una cosa che non si può scrivere, forse nemmeno amare, scopare sì ( è ridicolo) ma amare no.
Vederti andare via è stato lo spettacolo più maestoso della mia vita 

Quando ho parcheggiato sotto casa, la sera era diventata presente e questo sipario si è chiuso.

– A chi passa non so come e perchè da questo blog dico che mi fa piacere ma qui non penso che scriverò più così.
Non sono un blogger io, io sono Enzo e lei era Giulia, qui sono rimaste le nostre vertigini. Nei prossimi post, nei prossimi anni scriverà un altro Enzo che conosceva il primo molto bene e non lo ha mai dimenticato-

Non si vince mai – Agosto del 2010

Lo sentite questo silenzio? Uhm…è bellissimo. Alle 20 e 50 di settembre in Sicilia, davanti al golfo di Catania io mi godo fino all’ultima goccia questo silenzio prezioso. Mi piace sentire ronzare la testa, il vino bianco da 13 gradi mi ha dato la mazzata giusta e adesso sileeenzioooooooooooooooooo 
Sennò non capisco più niente. Devo fermarmi e rigirarmi i vostri commenti e i vostri blog fra le dita: chissà se voi, soprattutto voi del nord lo fate mai. Chissà che minchia avete letto di questa parte d’Italia, cosa avete annusato o mangiato. Che idea avete di me, di quelli come me e del silenzio. Qualcuno mi ha detto che sono iperproduttivo, può darsi. Possono anche essere gli ultimi tiramenti di un blog che agonizza però.
Silenzio…c’è un pò di vento che sta passando fra le palme scampate al punteruolo rosso.

Forse ha ragione la Lega non si può comunicare con i terroni, porcaccia di una miseria. Incomunicabilità degna della Salerno- Reggio. Ma non posso non dire la mia verità, al punto in cui sono non servirebbe, e non mi salverebbe…nemmeno da questi fine settimana inutili.
Io guardo il cielo sopra di me e voglio aspettare che questa sera smaltata e sensuale si spenga e mi lasci il tempo di capire e giudicare. La mia vita dorme nell’altra stanza, qui si sente solo il ronzio del ventilatore di raffreddamento del Pc.

 Silenzio, che meraviglia, così sembra tutto lontano. 

Anche la rabbia politica e quella esistenziale. E’ il senso della vita che mi sfugge o forse non la so raccontare.? Domani mi impegnerò, domani quando questo silenzio imbarazzante sarà terminato.

Domani diamo la mazzata definitiva a questo blog perchè io ho questo problema, io ricordo tutto. Tutto.

Anche la tua espressione Giulia quando ci siamo salutati quel giorno.
Tutto scivola via dicono. Anche tu lo farai.
Uno si aspetta di essere salvato da una passione sincera, dall’onestà con cui l’ha vissuta, dal sogno ininterotto di averla accanto… Minchiate!!!! Sono i desideri che salvano, la spinta a passare oltre, la crudeltà del non ricordare; ma vedi bbedda questa è una storia d’amore, ne ha tutte le caratteristiche e, come tale, vive in quella perenne sospensione di futuro e di giudizio che le è propria.
Ho pensato molte volte in questi anni a possibili varianti, alle decine di “sliding doors” che potevano aprirsi se… Infine sai cosa resta Giulia? Restiamo noi. L’infinita bellezza che si insinua almeno una volta dentro la vita di ognuno di noi: hai ragione io non potevo salvarti, è stata la bellezza a salvare noi! Tu non sei scivolata via.
Quando ti ho abbracciato per l’ultima volta ero pronto a scriverti sulla bocca che non ci saremmo lasciati mai… sciocchezze vedi, ci siamo lasciati! 
Ricordarsi è un altro affare,  è un contratto con l’infinito sai. 
Chiediamoci cosa saremmo diventati. Guarda, ho imparato a coniugare i verbi Giulia.
Io che perdevo la pazienza e uccidevo il mio carattere per ritrovarla.
Tu che entravi come una malattia inguaribile nel mio cuore. Giulia posso dirtelo?  Sento ancora in fondo la tua musica…

Tra di noi poteva finire con una delle solite constatazioni amichevoli di incidente di percorso… ti ho amato,
è stato molto bello,
risentiamoci,
rivediamoci,
ricuciniamoci
riscopiamoci! Invece abbiamo davanti un luminoso futuro di ricordi. 

Stai ricominciando Enzo! Vergognati!

Giulia, lo so con sicurezza assoluta, la mia solitudine adesso è perfetta, tutte le altre vite non bastano per dimenticarci…nemmeno io sono scivolato via.

Tre secondi fa ho pensato a Giulia e a quanto l’ho amata: non la cercherò, non la cerco più da anni, ma pensarla mi ha sistemato il cervello: adesso le carte si sono tutte rimescolate tranne la sua. Perchè lei bara e vince sempre. E adesso silenzio, questa storia è finita.
Inchino.

STRADARIO, Una normale giornata sulle strade della mia città

 

Ci sono state un po’ di cose nelle ultime settimane. Ho voluto intenzionalmente lasciare passare un po’ di tempo e scrivere di argomenti impersonali, è un ottima soluzione scrivere di altro da sè, sposta l’equilibrio dal mare ai monti e tu sembri diverso. 
Invece sei sempre il solito scemo con i tuoi pesi di sempre. Io comunque sono uno che si appassiona per indole e scrive di fretta perchè vorrebbe aver inventato il blog totale. 
Non l’ho inventato d’accordo! Ma ci sono vicino. 

Quello che è successo 4 giorni fa è molto più importante e devastante della partita di ieri e ha fatto danni più gravi di quelli della Lega in Italia. Altrochè. 
Sono uscito alle 7 e 30 e già c’era un soddisfacente casino per strada, il fatto è che sto casino c’è sempre, i tempi morti per il traffico cittadino sono solo fra le 24 e le 6 e 50 del mattino, ma è possibile? 
Dopo i primi 10 minuti divento leghista…ma andate a lavorare terroni! Sempre in giro. A lavorare cazzo. Ed io? Io sto andando a lavorare minchia e sono in strada e in macchina io. Comunque siamo in troppi ( questo è il momento della pulizia etnica) è necessario fare un bel repulisti, sfrondare, tagliare gli accessi alla macchina almeno del 50 % e lasciare me fra gli eletti è ovvio. 
Una clio bianca passa col rosso, freno e per un pelo quello dietro non mi tampona, normale. 
Cento metri più avanti.. viale vitt. Veneto che è largo ma diventa un budello perche le macchine sono piazzate in doppia fila da entrambi i lati, normale. 
Una 147 che è alla mia sinistra si ricorda di girare in via D’Annunzio all’improvviso e mi taglia la strada, 
però fra sto stronzo e me si infila contemporaneamente il motorino senza casco ma con gran fretta. 
Non succede niente, che culo:
la 147 svolta, il motorino schizza dritto per i fatti suoi e io continuo attraversando l’incrocio col quasi rosso. 
Ritirare le patenti al 60 % dei catanesi questo bisogna fare, criminali incoscienti… guarda la signora come si sposta dal doppio parcheggio senza freccia, assassina…
Giro in via Milano che forse trovo meno traffico. 
Giro, stesso bordello… ma io a piazza Corsica devo arrivarci lo stesso… 
Ci sono arrivato, 50 metri di senso vietato, ma ci sono, 
parcheggio, ultimo problema, qui ci dovrebbe essere una traversa ( conosco bene la zona, ci abita la madre di Giulia) con un angolo sconosciuto dove…. 

Cè la sua macchina parcheggiata!

E’ la sua conosco a memoria la targa. Allora è tornata e non mi ha cercato, Forse la mamà sta male, forse c’è qualche altro problema. Giulia è qui e io non lo sapevo. Perchè poi avrei dovuto saperlo, sono out da mesi ormai, fuori dalla storia forse lei sì, io forse no. Non mi ha chiamato nemmeno per un saluto per non farmi male, per non farsi male, perchè non gliene frega più niente o perchè gli importa troppo. 
E’ arrivata in aereo? No in auto, la sua Stilo è qui, non ha mai amato giudare e si è fatta Roma Catania in auto?
L’ha accompagnata qualcuno è sicuro, e adesso lo presenta in casa. 
Ma a Enzo cosa gliene frega? Enzo è out, ci siamo lasciati siamo adulti e ci siamo lasciati, non poteva durare, non è durata. 
Ma che Giulia sia qui così mi destabilizza, mi fa star male, mi fa pensare a tutto un mondo che avevo stipato dentro un cassetto…. 
– Scusi, si sente male? – Chi è questo, chi vvoli? 
– Sta male?
– Chi io? No, perchè? E lo guardo strano
– Sintissi, è mezzora che suono e lei non si muove. Sta intralciando la strada, che dobbiamo fare?
Arrivano altri e mi guardano ed io metto la prima e me ne vado. Come un ladro braccato, un animale ferito che non sa che dire e che non cerca neppure pietà, me ne vado. 
Ma Giulia c’è ancora, in qualche modo c’è ancora ed io non so conviverci. Guardo nello specchietto: il campanello di gente che si era formato dietro a me discute ancora.